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Obama chiede 5 miliardi di danni a Standard & Poor’s – Il Sole 24 ORE


Obama_portrait_cropNEW YORK – Oltre cinque miliardi di dollari di danni. È quanto potrà chiedere il Dipartimento della Giustizia americano a Standard & Poor’s, nella prima causa intentata dalla autorità federali contro una grande agenzia di rating accusata di responsabilità nella crisi finanziaria del 2008. La causa civile del governo è appoggiata da 16 stati e dal Distretto di Columbia, quello della capitale, Washington.

S&P, stando al governo, ha violato i suoi stessi criteri nell’assegnare i voti a bond collegati a mutui che hanno poi scatenato la crisi finanziaria e provocato costi per miliardi di dollari agli investitori. Immediata la risposta dell’agenzia, secondo cui l’azione del Governo, si legge in una nota diramata ancora prima che il ricorso fosse formalizzato, «è del tutto senza fondamenta fattuali o merito legale». In seguito la società ha aggiunto che «si difenderà con determinazione» dalle accuse. Il titolo della casa madre, McGraw Hill, è sceso oggi del 7% e ieri aveva gia perso il 14%, il calo peggiore in una seduta in 25 anni.

La svolta della Casa Bianca

La causa, presentata nella notte americana tra lunedì e martedì in un tribunale di Los Angeles, è stata annunciata direttamente dal Segretario alla Giustizia Eric Holder, che ha anche dato la stima dei danni multimiliardari che potrebbe chiedere alla società. Il calcolo dei cinque miliardi è pari alle perdite sofferte su derivati legati ai mutui, i Cdo, da istituti finanizari e banche assicurati dalle autorità federali durante la crisi.

La legislazione violata sarebbe in particolare il Financial Institutions Reform, Recovery, and Enforcement Act, passato dopo il collasso delle casse di risparmio della fine degli anni Ottanta per recuperare danni.

Le accuse riguardano i Cdo (collateralized debt obligation) emessi nel 2007 e legati a pacchetti di mutui subprime, i più rischiosi. Il Governo ha esaminato in particolare 40 valutazioni massime, spesso di Tripla A, assegnate a bond che hanno perso completamente valore subito dopo essere stati venduti agli investitori.

S&P era afflitta «da significativi conflitti di interesse», ha dichiarato Holder. Avrebbe cioè dato rating elevati a titoli tossici, anche sapendo che non erano meritati, per attirare il business delle società che emettono i bond. Nel ricorso, il Governo cita numerosi scambi di posta elettronica tra analisti e rapporti che a sua avviso dimostrano come la società non fosse affatto convinta dei suoi giudizi. Un analista aveva scritto persino una canzone sul crollo dei derivati nel 2007, spendendola in video ai colleghi, sulle note di “Burning Down The House” dei Talking Heads.

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Usa, Obama presenta storico piano per controllo armi – Yahoo! Notizie Italia


WASHINGTON (Reuters) – Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha illustrato un ampio piano per ridurre la violenza negli Stati Uniti causata da armi da fuoco, che prevede controlli sulla fedina penale per tutti coloro che compreranno un’arma e lo stop alle armi da assalto di tipo militare.

Le misure proposte dalla Casa Bianca, le più severe in decenni riguardo al controllo sulle armi da fuoco, cercano di dar voce all’opinione pubblica insorta un mese fa dopo il massacro alla scuola di Newtown Nel Connecticut, ultima strage in ordine di tempo causata da un folle armato in una scuola.

Obama ingaggia così una vera e propria battaglia con la potente lobby Usa delle armi e con i suoi sostenitori nel Congresso, che cercheranno di fare di tutto per contrastare quello che hanno già definito come un attentato al diritto costituzionale di armarsi.

Il presidente ha presentato oggi il suo piano in un evento alla Casa Bianca, presenti molti bambini e parenti delle venti piccole vittime uccise con sei adulti il 14 dicembre scorso alla Sandy Hook Elementary School di Newtown.

“Non possiamo rimandare ancora tutto questo”, ha detto Obama, promettendo di usare “tutto il peso della Casa Bianca” per fare in modo che tali proposte divengano realtà: “Il Congresso deve agire al più presto”.

Finora l’amministrazione Obama aveva fatto ben poco per contrastare la crescente violenza dovuta alla sempre più ampia diffusione delle armi da fuoco tra i privati cittadini americani.

Il programma annunciato dal presidente si basa su un’indagine svolta dal vicepresidente Joe Biden che nell’ultimo mese ha sentito tra gli altri anche i rappresentanti dell’industria delle armi.

In particolare, Obama chiede al Congresso di rinnovare il divieto di vendita delle armi da assalto, scaduto nel 2004, di ripristinare i controlli sulla fedina penale di chi acquista armi e dare il via ad una nuova legge federale sul traffico di armi.

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