Archivi categoria: corruzione

Pesi e misure


L’ultimo ventennio, quello a detta di molti “Berlusconiano”, comincia nella primavera del 1994 con la “discesa in campo” del Cavaliere; passa qualche giorno e arriva il primo avviso di garanzia. Le promesse riforme delle pensioni e della giustizia naufragano sotto l’offensiva giudiziaria e il rigore sbagliato di Baggio ai mondiali di calcio. Tempo 6 mesi il Cavaliere va a casa e inizia una carriera politica di “incompiute”. L’anno dopo Dini mette in pista una mezza riforma delle pensioni, senza risolvere il problema come sarebbe invece potuto succedere ed era previsto che succedesse l’anno prima,

Gli Antiberlusconiani governano ininterrottamente fino al 2001 e “dulcis in fundo” ci propinano, con Giuliano Amato presidente del consiglio, una riforma della costituzione a colpi di maggioranza e con ratifica popolare dalle percentuali di partecipazione ridicole che completa l’ingessatura delle istituzioni con il moltiplicarsi di conflitti di attribuzione tra stato e regioni, cui abbiamo assistito negli anni successivi e che hanno definitivamente decretato l’impossibilità di qualsiasi riforma incisiva da parte dei successivi governi; lo stesso Giuliano Amato, vissuto politicamente all’ombra di Bettino Craxi, da lui abbandonato il giorno dopo il lancio delle monetine all’Hotel Ergife, che oggi troviamo alla Corte Costituzionale, dopo che alcuni lo avevano addirittura proposto per la Presidenza della Repubblica pochi mesi fa.   

Berlusconi governa dal 2001 al 2006 scegliendosi come compagni di viaggio Follini e Casini, cerca di mettere in cantiere qualche riforma, ancora una volta, senza riuscirci e rimanda a fine mandato una modifica della costituzione, boicottata dagli avversari, che avrebbe permesso di dimezzare i parlamentari a partire dal 2013 e di eliminare anche buona parte dei privilegi della casta politica centrale. La ratifica popolare non arriva (il referendum del 2006 viene bocciato) e oggi ci lamentiamo del costo della casta! Mah!

Alle elezioni del 2006 Prodi non vince, non ostante tutto, ma gli antiberlusconiani vengono messi in condizione di governare comunque, per quasi 2 anni, grazie all’operosità dell’allora Presidente della Repubblica (poi confermato e ancora vigente) e alla fantasiosa trovata dei senatori a vita. In tale periodo Prodi allenta nuovamente le maglie pensionistiche, solo parzialmente modificate dal precedente governo, e consente ad altri furbi di partecipare alla catena pensionistica di S. Antonio.

Nel 2008 il governo Prodi cade sotto il peso delle proprie contraddizioni (unico collante l’antiberlusconismo) e al voto Berlusconi riprende la maggioranza, stavolta con una scelta di coalizione decisamente più oculata, Fini e C. Come ovvio sono più le riforme che non riesce a fare di quelle che fa, peraltro male e dopo neanche 2 anni l’offensiva a tutto campo della magistratura fiancheggiata dagli antiberlusconiani, lo porta alla capitolazione del 2011. Unica nota positiva la conquista dell’Expo a Milano per il 2015, anch’essa peraltro osteggiata dagli avversari. Poi gli antiberlusconiani issano Monti e quindi Letta, con le conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti    

Riepilogando: dalla primavera 1994 a quella del 2014 prossima ventura, Berlusconi governa circa per 8,5 anni mentre gli antiberlusconiani per 11,5. Diamo per scontato che almeno fino a primavera non si voti per la nota “moral suasion” presidenziale che, oltre ad aver proclamato 4 nuovi senatori a vita di cui si sentiva l’oggettiva mancanza, ha separato almeno 30 senatori berlusconiani dallo stesso, rendendo vano ogni suo velleitarismo. Il ventennio, a pieno diritto, va perciò definito “antiberlusconiano”.

L’expo di Milano del 2015 osteggiato dagli antiberlusconiani diventa, con enfasi pubblica (Napolitano ed Enrico Letta) l’elemento centrale del rilancio economico e di immagine del paese. La stabilità politica viene indicata come elemento irrinunciabile per il mantenimento sotto controllo dello spread con i Bund tedeschi da quegli stessi che, pur di far fuori Berlusconi, ne avevano provocato l’innalzamento drammatico in 15 giorni nel 2011 (evidentemente hanno scoperto solo dopo che la stabilità politica è un valore aggiunto).   

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by oicsevoR

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L’Espresso: “Le tredici società dell’autista e della cognata di Grillo in Costa Rica” – Il Fatto Quotidiano


L’Espresso: “Le tredici società dell’autista e della cognata di Grillo in Costa Rica”

Secondo il magazine, Walter Vezzoli e Nadereh Tadjik “sono affiancati da un terzo amministratore, un italiano residente in Costa Rica che si chiama Enrico Cungi” che “nel 1996 venne coinvolto in un’indagine per narcotraffico. Arrestato in Costa Rica e poi estradato in Italia ha passato tre mesi nel carcere di Rebibbia, ma non risultano condanne a suo carico

”Tredici società aperte dall’autista di Grillo in Costa Rica e dalla cognata del leader di M5S. Per compiere investimenti e operazioni immobiliari, incluso un resort di lusso. In un Paese inserito nella lista nera dei paradisi fiscali”. E’ quanto scrive L’Espresso in una anticipazione del numero in edicola domani. Il settimanale “ricostruisce l’attività parallela dell’autista di Beppe Grillo, Walter Vezzoli, 43 anni, che da oltre dieci segue come un’ombra il fondatore del Movimento Cinque Stelle”. “In piazza San Giovanni, il comico genovese lo ha presentato così alla folla: ‘Sta con me, fa la logistica, mi protegge, ha tutto sotto controllo.E’ un ragazzo formidabile” si legge nell’articolo. ”Quattro di queste società risultano immatricolate con la formula della ‘sociedad anonima’, uno schermo giuridico che consente di proteggere l’identità degli azionisti. Non è dato sapere, quindi, chi abbia finanziato queste iniziative. Dalle carte che ‘l’Espresso’ ha potuto consultare emerge però che tra gli amministratori compare, insieme a Vezzoli, Nadereh Tadjik, ovvero la cognata di Grillo, la sorella di sua moglie Parvin, di origini iraniane”. “Nella Armonia Parvin sa, guarda caso stesso nome della signora Grillo, la presidente Nadereh Tadijk e il segretario Vezzoli sono affiancati da un terzo amministratore, un italiano residente in Costa Rica che si chiama Enrico Cungi – prosegue – Cungi nel 1996 venne coinvolto in un’indagine per narcotraffico. Arrestato in Costa Rica e poi estradato in Italia ha passato tre mesi nel carcere di Rebibbia, ma non risultano condanne a suo carico”.“A che cosa serve questa costellazione di società, dotate per altro di capitali sociali minimi, non più di 10 mila dollari ciascuna? – si domanda L’Espresso – Difficile dare una risposta precisa, visto che l’oggetto sociale indicato nelle carte appare a dir poco ampio. Ad aumentare la difficoltà c’è poi il fatto che il livello di trasparenza delle informazioni societarie in Costa Rica è tra i più bassi al mondo. Non per niente il Paese del Centroamerica è inserito nella black list dei paradisi fiscali dal Tesoro italiano”.“Almeno una delle società targate Vezzoli-Tadijk ha però in cantiere un progetto ben preciso. Ecofeudo, infatti, è il nome di un resort extra lusso da 30 ettari da costruire sulle colline della baia Papagayo – conclude – A giudicare dalle foto pubblicate Ecofeudo non sarà un villaggio popolare. La zona è considerata una delle più promettenti per chi vuole investire nel turismo. Nel resort le ville saranno di alto livello: ‘potranno avere una superficie fino a 750 metri quadri coperti su un’area propria di 5000 metri quadrì”.

viaL’Espresso: “Le tredici società dell’autista e della cognata di Grillo in Costa Rica” – Il Fatto Quotidiano.

Dovere e tornaconto


e morante

Secondo me è ancora più grave: sceglie quello che crede sia il suo tornaconto immediato.Come rimandare la Lega al governo in Lombardia illudendosi di tenersi in casa più soldi delle tasse.E poi continuare a pagare i costi di una sanità e una scuola da tempo regalate ai privati.O rivotare Berlusconi illudendosi di riavere l’IMUE tenersi un vecchio corrotto che ha curato in ogni modo solo i propri interessi, economici e non.O votare Grillo per cambiare tutto…perchè dopo molte urla e un bel po’ di polverone nulla cambi nella sostanza dei rapporti di potere, nella miglior tradizione gattopardesca.

via27 Facebook – Licia Betterelli.

Facciamo un po’ d’ordine


disordine

‘Per fare ordine, occorre confusione’ : e questa non ci manca !

Siamo tutti coinvolti da importanti fatti, non solo politici ed economici, ma anche di vita e di spiritualità, come il ritiro di Benedetto XVI dal suo impegno.

Nondimeno la vita “normale” va avanti e, tra le tante notizie, merita attenzione il fatto che, per l’ennesima volta, Berlusconi è stato preso in castagna e indagato, questa volta, per la compravendita di parlamentari.

Come al solito la reazione a questo fatto parla di “persecuzione” e “potere delle toghe”.

Ma, secondo voi, se esistono delle prove di un reato (ed esistono !vedi la dichiarazione/confessione del comprato) non si dovrebbe procedere contro Berlusconi solo perchè è lui, perchè ha tanti soldi e perchè controlla la maggior parte dei media ( giornali e televisioni) ?

C’è chi l’ha definito clown, ma forse l’epiteto giusto è “farabutto”.

E’ nel suo DNA pensare di poter comprare tutto ciò che vuole.

Per quanto riguarda il fatto che i vincitori o, per meglio dire, quelli che sono usciti meglio dalle elezioni, siano due clown, posso essere daccordo, ma non dimentichiamoci che in un recente passato un ex-cowboy di Hollywood si è insediato alla Casa Bianca e Mister Muscolo ha governato la California !

E comunque non mi risento se ci dicono che tanti imbecilli hanno votato due pagliacci.

Orco

Dallo yacht ai cosmetici, alle brioche: la dolce vita a sbafo del Celeste Formigoni – Repubblica.it


celeste

SORGE il mattino in compagnia dell’alba quando Roberto Formigoni si sveglia, e forse il sonno è il solo bene che non riceve in dono perché tutto il resto graziosamente accetta e prende a Sacro Sbafo. Dalle scarpe di coccodrillo azzurre, “al piè tiepide pelli”, che la notte prima il fido servo ha già celato tra le seriche cortine del famoso guardaroba, al primo caffè che beve, zucchero compreso “sono tutte utilità – si legge nel rapporto di polizia – senza dubbio di provenienza illecita”.

Poi il “Celeste Signore” – la definizione è del Parini – si ritira in bagno e si imbelletta il viso con la Genescience, duecento euro al barattolo, a base ovviamente di miracolosi peptidi, e spesso si accorge che l’ha quasi terminata e allora afferra il cellulare d’ordinanza e poiché “da tutto è servito e a nullo serve” spedisce da Chenot il suo Willy, segretario “d’amabil rito” che però non sempre riesce a ottenere il rifornimento – pagato a sbafo – dei preziosi Actif Essential: “Tu riesci a farmela avere entro lunedì mattina? Perché se no mi spacca le palle. Ecco, la Genescience viso, non il contorno occhi. Due ne ha consumate nel giro di…”. Quindi, mentre la biacca sul viso si condensa, gli capita persino di inorridire perché l’impertinente Willy, scosso il giogo della servile rima se ne va libero in versi sciolti: “La usi come colla per i manifesti”.

Ecco, la polizia giudiziaria ha tradotto in linguaggio

gelido e tuttavia crudo il delicato giorno pariniano del Celeste Signore, e dunque adesso anche quel matto vestire e gli squillanti colori di cui s’orna le vesti non sono più un’estetica bizzarra, ma il curriculum dello scroccone, conti di sartoria pagati da chissà chi, la giacca arancione di Gianni Campagna, i maglioni che egli stesso ribattezzò compiaciuto formaglioni…. “Gli stilisti Iceberg, Gerani, Richmond, hanno a cuore il mio guardaroba” spiegò in un’intervista a Panorama. E a Massimo Giannini disse: “Non li scelgo io, me li regalano”. E le mille scarpe le confeziona un artigiano della Brianza. Chi paga?

viaDallo yacht ai cosmetici, alle brioche: la dolce vita a sbafo del Celeste Formigoni – Repubblica.it.

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