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Forse era meglio ….


Adesso molti, da sinistra (?) e da destra, dicono che ‘forse’ se ci fosse stato Renzi al posto di Bersani, il PD avrebbe ottenuto la maggioranza anche al Senato e avrebbe potuto governare.

Ma….

Innanzitutto penso che in questo caso, per avere un’Italia governabile o, meglio, governata, avrei dovuto scegliere qualcuno che non mi piace, di cui non condivido quasi niente e, quindi, non mi appartiene.

Inoltre, Renzi sarebbe il nuovo, la novtà, il rinnovamento, il candidato ideale dei giovani.

Evidentemente, se nelle primarie del PD è stato scelto Bersani, vuol dire che ai giovani, in quel momento, non fregava molto del rinnovamento o di chi li avrebbe rappresentati.

O forse è che l’Italia è un paese che sta invecchiando, per cui la maggioranza della popolazione è composta di vecchi per i quali il rinnovamento non ha molto significato.

Oppure , nonostante tutto, non è che Renzi sia effettivamente “il rinnovamento” !

Quelli che hanno votato il Movimento 5 Stelle, non so se sono giovani o vecchi, ma hanno votato per un partito il cui leader non si può dire sia giovane …

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Monti: Berlusconi compra i voti degli italiani con i loro soldi. Il Pd scordi l’appoggio se Sel pone veti su riforma del lavoro – Il Sole 24 ORE


«È un po’ infantile parlare di vittoria di Pirro perchè è chiaro che ognuno ha interesse» a rivendicare una vittoria nel proprio Paese. Così Mario Monti, ospite di TgCom24, replica a Pier Luigi Bersani che aveva parlato di una vittoria di Pirro, quella di Monti, sull’accordo di bilancio Ue.

Siamo gli unici, insieme al Belgio, a ridurre il contributo di 5 miliardi in 7 anni

Alle critiche dei partiti per il risultato del vertice europeo dedicato al bilancio, Monti ha risposto: «I risultati in Europa dello statista Berlusconi li abbiamo conosciuti, quelli di Bersani non li conosciamo e comunque è un po’ infantile dire “siccome Cameron è contento deve essere stata una vittoria di Pirro” perchè è chiaro che ognuno ha la tendenza a presentare nel proprio Paese gli aspetti positivi del risultato, ma poi sono i numeri che contano e il risultato è evidente: siamo l’unico contributore netto, insieme al Belgio, a ridurre il contributo netto di cinque miliardi in sette anni e gli unici ad accrescere i fondi per la politica per la coesione». È un risultato, ha precisato il premier, «interamente positivo per l’Italia, ma non sul piano europeo e noi lo abbiamo criticato» chiedendo che ci fosse «un bilancio più ampio e più adeguato alle esigenze di crescita».

Berlusconi compra voti degli italiani con i loro soldi. Sulla Lega non spendo parole

«Il mio predecessore continua a fare promesse cercando di comprare i voti degli italiani con i soldi degli italiani e questo può portare popolarità, ma sarebbe un prova di un paese sostanzialmente privo di memoria. E io non voglio pensare che gli italiani lo siano», ha detto Monti all’incontro elettorale al Teatro Parenti di Milano. «C’é poi quel polo che è la Lega Nord sulla cui visione dell’Italia e del Nord non penso di dover spendere parole», ha affermato Monti commentando i suoi ‘competitors’ alle elezioni politiche.

 Silvio Berlusconi è intervenuto in serata definendo indecente il paragone con Lauro, fatto da Mario Monti. «Monti, dicendo che l’Europa teme il mio ritorno ha detto una grande cazzata». Il premier – ha aggiunto Berlusconi – è la più grande delusione della mia vita, peggio di Fini e Casini. Non conosce la realtà economica e ha fatto degli errori

incredibili». «Restituendo l’Imu ai cittadini – ha aggiunto Berlusconi – avviciniamo i cittadini allo Stato»

Bersani ha ali troppo grandi per governare

Pier Luigi Bersani è «in una posizione difficile», ha detto Monti, perchè «è a capo di una coalizione con ali troppo larghe che imbarca costantemente contraddizioni che impediscono di governare quando arrivano ostacoli difficili». All’interno della coalizione del centrosinistra, secondo Monti ci sono poi «forze che interpretano in modo controproducente l’interesse dei lavoratori» come per esempio «un sindacato che ha appena presentato un grande piano per il lavoro contenente però una forte iniezione di spesa pubblica».

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Sondaggi elettorali, Swg: Berlusconi riduce a 5 punti il gap da Bersani. Il M5S vola al 18% | Corriereweb.net


Sondaggi-elettorali-6-300x225Il sondaggio elettorale realizzato da Swg per Agorà evidenzia un nuovo calo del centrosinistra e una forte crescita del centrodestra. Fenomeni che hanno ridotto a cinque punti percentuali il divario tra le due coalizioni. Cresce anche il centro di Monti, che però rimane distante dal Movimento 5 Stelle. Il partito di Beppe Grillo continua infatti a guadagnare consensi e si attesta al 18%. Il Partito democratico sarebbe oggi al 28%, mentre il Popolo delle libertà si attesta al 19,3% e vede da vicino la soglia psicologica del 20% dei consensi.

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Sondaggi elettorali: i flussi di voto secondo Ispo


Con l’avvicinarsi della scadenza elettorale si intensifica l’attività degli istituti demoscopici e le sorprese non mancano. Secondo il sondaggio Ispo la situazione globale non appare mutata nelle ultime settimane: il centro-sinistra si conferma in netto vantaggio, mentre rimane il bilico la situazione al Senato dove, come noto, il risultato si deciderà nelle regioni in bilico. La lista Monti e il Movimento 5 Stelle rimangono molto vicini mentre Ingroia si attesta sopra la soglia di sbarramento del 4%.

Analizzando il dato del sondaggio Ispo nel particolare rileviamo elementi di discontinuità rispetto agli ultimi giorni del 2012. In particolare si registra una leggera, ma costante, flessione del Pd, che rimane sopra il 30% anche se di poco. Una flessione che interessa anche l’alleato Sel.

Il Pdl invece, dopo un poderoso recupero realizzato nelle prime due settimane dell’ anno, ritorna sotto il 20%. Il calo nei sondaggi elettorali inoltre, nell’area del centro-destra, riguarda anche la Lega Nord che, seppur di poco, appare in trend negativo da qualche settimana.L’inizio del nuovo anno ha rappresentato un passaggio cruciale anche per Monti e Grillo. Il Professore appena “salito” in campo si è imposto come socio di maggioranza del nuovo Centro con una percentuale vicina al 10% mentre Grillo ha avuto un crollo verticale tra Dicembre 2012 e Gennaio 2013, ma sembra ormai stabile intorno al 13%.

Con il progressivo restringimento dell’area del “non voto” si potrà assistere ad ulteriori cambiamenti dello scenario, sopratutto per quello che riguarda gli spostamenti dell’elettorato all’interno delle coalizioni.

Risultano interessanti anche le analisi dei flussi dei principali partiti tra queste elezioni e quelle del 2008. Si notano in primo luogo la perdita netta del Pdl di oltre il 60% del proprio elettorato del 2008, prevalentemente verso l’astensione, verso Monti (il cui elettorato attuale è costituito per il 40% proprio da ex pidiellini) e verso il M5S (anch’esso costituito per il 28% da ex elettori Pdl e per il 24,4% da ex elettori Pd, e per il 30% da astenuti). Anche la Lega Nord ha perso quasi la metà del proprio elettorato, principalmente verso l’astensionismo. Il Pd mantiene invece i due terzi della propria base elettorale, lasciando solo il 4% alla formazione di Monti.

Monti: «Il redditometro? Bomba a orologeria di Berlusconi. Non l’avrei messo, valuteremo se toglierlo» – Il Sole 24 ORE


Monti a Porta a Porta

«Berlusconi ha già illuso gli italiani tre volte», e quando «parla di riduzione delle tasse, mi ricorda la fiaba del pifferaio, è un autorevolissimo pifferaio». Gioca all’attacco il premier uscente Mario Monti, ospite di Bruno Vespa per la puntata di “Portata a Porta” che andrà in onda stasera. Ce n’è anche per il leader del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, che il Professore rassicura sui possibili “buchi” nascosti nei conti pubblici: «Non c’è polvere sotto il tappeto». Quello del segretario del Pd è un «atteggiamento standard perché Bersani crede di essere il prossimo premier, perciò è normale che voglia vedere conti anche se io nel novembre di un anno fa non l’ho fatto».

Il Cav. «unico responsabile del livello delle tasse di oggi»

Sono parole particolarmente dure quelle scelte da Monti per censurare la politica dell’ultimo governo di centrodestra guidato dal Cavaliere: Berlusconi, sottolinea, «ha fatto un discorso illusionistico agli italiani», perché lui «il principale responsabile dell’alto livello delle tasse oggi. Se ha governato 8 di 11 anni é puerile che le scarichi su chi governa oggi».L’illusione messa in piedi dal Ca. ha funzionato più volte «tanto che – confida Monti – illuse anche me ai tempi della cosiddetta rivoluzione liberale». La questione é che «non si può continuare a credere a queste illusioni».

Abolire Imu? «Lo voglio anch’io, ma senza giravolte. Non avrei messo il redditometro»

Tra i temi su cui il premier viene sollecitato dal conduttore anche l’Imu, la tassa sugli immobili divenuta la croce degli italiani. «Abbiamo eseguito la volontà del governo precedente di portare a zero il disavanzo pubblico, con un anno anticipo come aveva deciso il mio predecessore per un problema di credibilità», spiega Monti, che garantisce: «voglio anch’io che l’Imu sia ridotta ma senza giravolte proprio all’ultimo minuto della campagna elettorale, come sull’Ici, creando situazioni per cui poi hanno dovuto rimetterla». E sul redditometro: «È stata un’altra delle tante bombe a orologeria messe dal mio predecessore che ha punteggiato il percorso del nostro governo. Io non l’avrei messo». Più in generale, il presidente del Consiglio ammette che la pressione fiscale deve diminuire: «I governi succeduti in questi anni l’hanno aumentata troppo». Poi esclude ricette troppo drastiche: «Assolutamente non penso ad un’imposta patrimoniale».

Sul futuro: «Stampella di nessuno, pungolo per tutti»

Il Professore evita invece di sbilanciarsi sull’assetto post elezioni, anche nel caso il suo voto fosse determinante per far nascere un governo a guida Pd: «Noi non siamo la stampella di nessuno, come ha detto con disinvolta ineleganza il presidente Berlusconi. Noi vogliamo essere il pungolo per tutti e non ci schieriamo a favore di questo o di quell’altro. Noi ci schieriamo a favore di certe idee. Vediamo cosa ha da dire Bersani circa il modo di aprire l’economia e la società italiana». Non manca un auto-elogio, riferito al ruolo di governo diretto del Professore sia in Italia che in Europa: «Il sottoscritto si trova in una situazione curiosa perché non ha mai fatto parte di un partito ma é l’italiano che ha governato di più, 10 anni in Europa e un anno in Italia nella situazione più difficile».

viaMonti: «Il redditometro? Bomba a orologeria di Berlusconi. Non l’avrei messo, valuteremo se toglierlo» – Il Sole 24 ORE.

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