Archivio mensile:febbraio 2013

Elezioni 2013 : Proiezione seggi


Dati aggiornati alle 1.15 del 26 febbraio 2013

Corriere della Sera.

Rischio astensionismo record, centrosinistra avvantaggiato – Il Sole 24 ORE


I dati sulla affluenza alle urne alle 22.00 di ieri sono preoccupanti. Ha votato solo il 55,2% degli elettori rispetto al 62, 6 % di cinque anni fa alla stessa ora. Un calo di 7,4 punti percentuali è notevole. Occorre però essere prudenti a trarre conclusioni affrettate da questo dato. Nella giornata odierna il quadro potrebbe cambiare anche nettamente.Ma è difficile che alle 15 di oggi l’affluenza definitiva si attesti sui livelli di cinque anni fa. Nel 2008, senza tener conto della circoscrizione estero, hanno votato l’80,5 % degli elettori . Anche allora si registrò un forte calo rispetto alle elezioni di due anni prima, quando si erano recati alle urne l’ 83,6 per cento. Questa volta il calo potrebbe essere ben superiore ai 3,1 punti di allora , anche se – si spera- inferiore ai 7,4 punti registrati ieri sera. In ogni caso la previsione più attendibile è che l’astensionismo a livello di elezioni politiche toccherà questa volta il suo livello più alto dal dopoguerra. Potrebbe arrivare al 25 per cento. Non è una sorpresa perché è un trend che va avanti sistematicamente a partire dal 1979. Potrebbe essere una sorpresa la sua entità. Il maltempo è certamente una delle ragioni ma non la sola.Lo si vedrà quando si avranno a disposizione i dati definitivi. Per ora limitiamoci ad osservare che il calo della partecipazione non è uniforme su tutto il territorio nazionale. È sopra la media nelle regioni meridionali dove si sono registrate in alcuni casi diminuzioni di oltre 10 punti Calabria e Sicilia. È invece molto meno accentuato nelle regioni della ex zona rossa Emilia e Toscana per esempio dove i punti persi sono tra 5 e 6. Nelle regioni del Nord il quadro è molto differenziato. Si è votato molto poco in Lombardia , di più in Veneto.Qui le condizioni atmosferiche hanno senza dubbio giocato un ruolo importante. Volendo estrapolare da questi dati una indicazione sui risultati elettorali si potrebbe dire che la coalizione di centrosinistra dovrebbe essere avvantaggiata da un aumento dell’astensionismo a parte il Veneto che sembra più concentrato nelle zone dove il centrodestra tradizionalmente è più forte. Tra poche ore si saprà se questa previsione su una forte smobilitazione dell’elettorato del centrodestra è corretta.

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Le reazioni alla lettera di rimborso Imu di Berlusconi


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Restituire l’Imu. E’ stato il suo cavallo di battaglia fin dall’inizio della sua campagna elettorale. Ma adesso la proposta chock di Silvio Berlusconi per vincere le elezioni è stata messa nero su bianco, inviandola tramite lettera a tutti gli elettori (eccola). E l’oggetto della missiva è esplicito: “Avviso importante rimborso Imu 2012”.
All’interno, vengono spiegate tutte le “modalità e tempi per accedere nel 2013 al rimborso dell’Imu pagata nel 2012 sulla prima casa e sui terreni e fabbricati agricoli”, seguita da un altro plico, in cui il Cavaliere riepiloga tutte le attività e gli impegni assunti durante il suo scorso mandato, dal 2001 al 2011 (ecco il testo della lettera). Un’iniziativa, quella dell’ex premier, che non è piaciuta ai suoi avversari politici, a quattro giorni dal voto. Le accuse vanno dalla “truffa” al “millantato credito”: eccole.

Il legale di fiducia de PD Gianluigi Pellegrino riscontra nella lettera di Berlusconi “almeno tre fattispecie criminose”. “Questi sono giorni in cui tanti candidati fanno a gara per spararla più grossa -afferma- ma Berlusconi è andato oltre: ha messo in mano agli ital iani un pezzo di carta dove c’è scritto che tra pochi giorni avranno dei soldi da lui”. Le accuse vanno da voto di scambio a millantato credito, fino a usurpazione di pubblica funzione, articolo 347 del codice penale: “Chiunque usurpa una funzione pubblica o le attribuzioni inerenti a un pubblico impiego – recita l’articolo – è punito con la reclusione fino a due anni”.

Voto, domani stop a campagna elettorale in clima incertezza – Yahoo! Notizie Italia


di Paolo BiondiROMA Reuters – L’ultima incertezza è sul clima: influirà la neve, che è già arrivata al Nord, sull’affluenza alle urne domenica e lunedì? A chiederselo sono in tanti anche se questa, come tante altre, non è una novità: fin da quando nel dicembre scorso si andò verso le scioglimento delle Camere in molti avevano sottolineato che per la prima volta avremmo votato in pieno inverno.L’incertezza non riguarda solo clima e affluenza: si sa che il sistema elettorale, con la disomogeneità fra Camera e Senato, prevede una sicura maggioranza a chi vince alla Camera, ma questo non è assolutamente assicurato al Senato dove basta l’incertezza in due delle Regioni maggiori, come Sicilia e Lombardia, per rendere non prevedibile il risultato.E noi ci troviamo proprio in questo caso di incertezza e di possibile non corrispondenza fra dato di una Camera e dell’altra benché siamo arrivati ormai in fondo alla campagna elettorale e domani ci saranno gli ultimi comizi dei vari leader.Il dibattito degli ultimi giorni non ha riservato novità sostanziali nei contenuti ma solo quale nuova polemica: dopo il caso del ritiro di uno dei candidati premier delle formazioni minori Oscar Giannino di Fare per fermare il declino, coinvolto in una polemica per false dichiarazioni sui suoi titoli di studio nel curriculum diffuso, hanno tenuto banco le polemiche sulle dichiarazioni del presidente del Consiglio uscente Mario Monti sul governo preferito dal cancelliere tedesco Angela Merkel e sulla lettera inviata a casa degli elettori da Silvio Berlusconi sulla restituzione dell’Imu pagata nel 2012.Niente di nuovo sotto il sole, dunque, e c’è da presumere che novità non verranno neppure dai comizi conclusivi di domani. Il candidato del centrosinistra Pier Luigi Bersani terminerà la campagna in un teatro di Roma insieme con il candidato della sua coalizione per la Regione Lazio Nicola Zingaretti. Berlusconi sarà a Napoli in una piazza che non viene considerata decisiva per il voto anche se è stata cuore di molte polemiche e di velenosi riflessi di inchieste giudiziarie. Monti sarà a Firenze, nella Regione che è stata sede di una delle polemiche più virulente, quelle legate all’inchiesta sul Monte dei Paschi di Siena che ha colpito soprattutto il Pd ma dalla quale non sono rimasti immuni neppure i centristi.Ma il comizio più atteso è forse quello di Beppe Grillo a piazza San Giovanni a Roma.Questa piazza romana è storicamente considerata il palcoscenico naturale della sinistra italiana e il fatto che sia stata fatta propria dal Movimento 5 Stelle la dice lunga su quali siano le aspettative di giocare un ruolo da protagonisti che i grillini hanno: infatti il percorso elettorale del comico genovese è stato da lui battezzato come lo “tsunami tour”, con il chiaro intendimento di voler sovvertire i canoni di ogni competizione elettorale tra destra e sinistra.Già questa volta, per la prima volta probabilmente negli ultimi vent’anni, il debole bipolarismo italiano era già stato messo in discussione dalla presenza di un terzo polo, capeggiato la presidente del Consiglio uscente, con pretese di giocare un ruolo da protagonista e da terzo incomodo. Con lo sfondamento di Grillo siamo arrivati a contare almeno quattro prim’attori.Tanta incertezza si è riflessa anche sulla borsa che oggi, dopo ieri, ha fatto segnare il peggior calo su scala continentale a Milano finendo a -3,13% ed anche lo spread è tornato a 292, riavvicinandosi pericolosamente a quota 300. Diversi trader hanno imputato le performance negative all’incertezza elettorale. Fra l’altro uno dei risultati peggiori oggi è stato registrato da Mediaset con un -5,71%, la società di proprietà del vincitore del precedente appuntamento elettorale nazionale nel 2008, Berlusconi.Sul sito http://www.reuters.it altre notizie Reuters in italiano. Le top news anche su http://www.twitter.com/reuters_italia

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Elezioni 2013: Silvio Berlusconi teme Beppe Grillo, “è un fenomeno da baraccone che però ci toglie voti”


Beppe Grillo “è un fenomeno da baraccone” che però “sottrae voti ai moderati e fa vincere la sinistra”. Dopo le parole incandescenti usate due giorni fa a Palermo, Silvio Berlusconi torna ad attaccare quello che è ormai chiaramente il suo nemico numero uno alle prossime elezioni. Nel corso di un’intervista a Rtl, Berlusconi ha ammesso la bravura di Grillo nei comizi: “E’ un istrione abituato al grande pubblico, è un professionista, con un copione ben preparato”.

Tuttavia, Berlusconi ha espresso la propria preoccupazione rispetto alla concorrenza di Grillo: “Vedo in lui un pericolo che sottrae voti ai moderati e fa vincere la sinistra. In Italia i voti si sono sempre distribuiti così: un terzo alla sinistra e due terzi ai moderati; questi hanno sempre vinto tranne i casi in cui si sono presentati divisi”. E ai moderati tolgono i voti anche Monti e i centristi: “Gli eventuali voti – ha spiegato – dati a Monti o Casini sono voti dati alla sinistra, e allora è meglio votare l’originale; oppure sono voti tolti a noi impedendoci la vittoria, ma non credo che avverrà”.

Monti e Berlusconi, schermaglie a distanza. Non se le mandano a dire Silvio Berlusconi e Mario Monti, entrambi impegnati fin dalle prime ore della mattina nella consueta maratona mediatica. Il professore ha invitato i suoi competitor alle elezioni a partecipare a un dibattito televisivo (“servirebbe a fantasticare un po’ meno e confrontare i punti di vista”), ma il Cavaliere di sedersi nello stesso studio televisivo con lui proprio non ne vuole sapere. “Monti è disperato – è il commento di Berlusconi, affidato ai microfoni di Rtl 102,5 – perché molto probabilmente non raggiungerà il 10% dei voti e quindi resterà fuori dal Parlamento lui, Casini e Fini”.

L’ipotesi non sembra turbare più di tanto il professore. “Confidiamo di avere un buon risultato” alle elezioni “ma non sminuiremo questa grande forza per stare in un governo. Se non avremo i numeri sufficienti, staremo all’opposizione”, ha detto il presidente del Consiglio uscente e leader di Scelta civica, Mario Monti, a Rainews24.

Per Monti, la partecipazione a un confronto televisivo con tutti i candidati dovrebbe essere un dovere nei confronti dei cittadini. “Stiamo involvendo verso una democrazia senile e immatura? Spero di no. Spero che i colleghi competitors vorranno adempiere a questo dovere non nei miei confronti, ma verso gli italiani”, è il commento del premier. Berlusconi, però, ha ribadito di essere disponibile a un confronto solo con il leader del Pd Pier Luigi Bersani. “Io il confronto l’ho sempre accettato con chiunque, mi sono trovato in trasmissioni anche con sei contraddittori” ma ora il confronto ha senso soltanto tra gli “unici due che hanno possibilità di vincere”. E ancora: “Monti chiede il confronto perché è disperato e perché rischia di non avere rappresentanti in Parlamento”, visto che “è probabile che non arrivi al 10%”.

Berlusconi: “Restituiremo l’Imu per riappacificare Stato e cittadini”. Anche stamattina l’ex premier è tornato sul suo cavallo di battaglia: la restituzione dell’Imu pagata nel 2012 – ha detto – sarà “un gesto simbolico di riappacificazione tra cittadini e Stato, un gesto inusuale di uno Stato che si accorge di aver imposto ai suoi cittadini una tassa non solo dannosa, ma anche ingiusta”.

In caso di vittoria del centrodestra Berlusconi ha promesso che la restituzione dell’Imu sarà deliberata “nel primo Consiglio dei ministri”. “Noi abbiamo sentito che con il fatto della tassa sulla casa si sia verificato un atteggiamento dello Stato sentito non più come Stato che ti protegge, che è il dovere fondamentale dello Stato”, ha proseguito. “Ricordiamoci che le imposte non sono un dovere che si deve per norma divina, le imposte sono solo un corrispettivo che ogni cittadino è tenuto a pagare allo Stato in cambio dei servizi, quindi anche della protezione. Invece si è diffuso un sentimento verso lo Stato di paura, uno stato non amico ma ostile o addirittura nemico”.

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Dallo yacht ai cosmetici, alle brioche: la dolce vita a sbafo del Celeste Formigoni – Repubblica.it


celeste

SORGE il mattino in compagnia dell’alba quando Roberto Formigoni si sveglia, e forse il sonno è il solo bene che non riceve in dono perché tutto il resto graziosamente accetta e prende a Sacro Sbafo. Dalle scarpe di coccodrillo azzurre, “al piè tiepide pelli”, che la notte prima il fido servo ha già celato tra le seriche cortine del famoso guardaroba, al primo caffè che beve, zucchero compreso “sono tutte utilità – si legge nel rapporto di polizia – senza dubbio di provenienza illecita”.

Poi il “Celeste Signore” – la definizione è del Parini – si ritira in bagno e si imbelletta il viso con la Genescience, duecento euro al barattolo, a base ovviamente di miracolosi peptidi, e spesso si accorge che l’ha quasi terminata e allora afferra il cellulare d’ordinanza e poiché “da tutto è servito e a nullo serve” spedisce da Chenot il suo Willy, segretario “d’amabil rito” che però non sempre riesce a ottenere il rifornimento – pagato a sbafo – dei preziosi Actif Essential: “Tu riesci a farmela avere entro lunedì mattina? Perché se no mi spacca le palle. Ecco, la Genescience viso, non il contorno occhi. Due ne ha consumate nel giro di…”. Quindi, mentre la biacca sul viso si condensa, gli capita persino di inorridire perché l’impertinente Willy, scosso il giogo della servile rima se ne va libero in versi sciolti: “La usi come colla per i manifesti”.

Ecco, la polizia giudiziaria ha tradotto in linguaggio

gelido e tuttavia crudo il delicato giorno pariniano del Celeste Signore, e dunque adesso anche quel matto vestire e gli squillanti colori di cui s’orna le vesti non sono più un’estetica bizzarra, ma il curriculum dello scroccone, conti di sartoria pagati da chissà chi, la giacca arancione di Gianni Campagna, i maglioni che egli stesso ribattezzò compiaciuto formaglioni…. “Gli stilisti Iceberg, Gerani, Richmond, hanno a cuore il mio guardaroba” spiegò in un’intervista a Panorama. E a Massimo Giannini disse: “Non li scelgo io, me li regalano”. E le mille scarpe le confeziona un artigiano della Brianza. Chi paga?

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Berlusconi e le tangenti: “Si pagano, no ai moralismi”


ROMA –  Le tangenti? Esistono, ma sono solo “commissioni”, tipiche delle democrazie imperfette, frequenti ad esempio nei paesi del Terzo mondo. E’ questo, in sintesi, il commento di Silvio Berlusconi sui recenti scandali che hanno travolto grandi aziende italiane, da Enel a Finmeccanica.  “Quando grandi gruppi come Eni, Enel o Finmeccanica – spiega l’ex premier ospite di Agorà su Raitre – trattano con Paesi che non sono complete e perfette democrazie ci sono delle condizioni che bisogna accettare per vendere i propri prodotti. Tangenti? Sono commissioni chieste in quei Paesi, le democrazie come la nostra queste cose non le fanno”.

Berlusconi dice no ai “moralismi assurdi” in fatto di tangenti: “se uno fa questo moralismo non fa l’imprenditore a livello globale. Quello delle tangenti è un fenomeno che esiste, non si possono negare le situazioni di necessità se si va trattare nei Paesi del terzo mondo o con qualche regime, e l’India è un paese fuori dalla sfera occidentale”. Pronta la risposta di Pierluigi Bersani che, dai microfoni di Radio Popolare, attacca duramente il leader Pdl: “Basta con le tangenti e basta anche con Berlusconi”.

Il Cavaliere poi aggiunge: “Questa magistratura ha mostrato un autolesionismo assoluto nei confronti dell’Italia, ora nessuno tratterà più con grandi gruppi come Eni, Enel o Finmeccanica. E’ un masochismo assurdo”. E ha proposto di reintrodurre l’immunità parlamentare se avrà la maggioranza. Sulla condanna a Raffaele Fitto, afferma: “Ho letto le carte, non c’è nessuna prova, ci sono magistrati che sono entrati a gamba tesa nella campagna elettorale”.

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