Monti: «Il redditometro? Bomba a orologeria di Berlusconi. Non l’avrei messo, valuteremo se toglierlo» – Il Sole 24 ORE


Monti a Porta a Porta

«Berlusconi ha già illuso gli italiani tre volte», e quando «parla di riduzione delle tasse, mi ricorda la fiaba del pifferaio, è un autorevolissimo pifferaio». Gioca all’attacco il premier uscente Mario Monti, ospite di Bruno Vespa per la puntata di “Portata a Porta” che andrà in onda stasera. Ce n’è anche per il leader del centrosinistra, Pier Luigi Bersani, che il Professore rassicura sui possibili “buchi” nascosti nei conti pubblici: «Non c’è polvere sotto il tappeto». Quello del segretario del Pd è un «atteggiamento standard perché Bersani crede di essere il prossimo premier, perciò è normale che voglia vedere conti anche se io nel novembre di un anno fa non l’ho fatto».

Il Cav. «unico responsabile del livello delle tasse di oggi»

Sono parole particolarmente dure quelle scelte da Monti per censurare la politica dell’ultimo governo di centrodestra guidato dal Cavaliere: Berlusconi, sottolinea, «ha fatto un discorso illusionistico agli italiani», perché lui «il principale responsabile dell’alto livello delle tasse oggi. Se ha governato 8 di 11 anni é puerile che le scarichi su chi governa oggi».L’illusione messa in piedi dal Ca. ha funzionato più volte «tanto che – confida Monti – illuse anche me ai tempi della cosiddetta rivoluzione liberale». La questione é che «non si può continuare a credere a queste illusioni».

Abolire Imu? «Lo voglio anch’io, ma senza giravolte. Non avrei messo il redditometro»

Tra i temi su cui il premier viene sollecitato dal conduttore anche l’Imu, la tassa sugli immobili divenuta la croce degli italiani. «Abbiamo eseguito la volontà del governo precedente di portare a zero il disavanzo pubblico, con un anno anticipo come aveva deciso il mio predecessore per un problema di credibilità», spiega Monti, che garantisce: «voglio anch’io che l’Imu sia ridotta ma senza giravolte proprio all’ultimo minuto della campagna elettorale, come sull’Ici, creando situazioni per cui poi hanno dovuto rimetterla». E sul redditometro: «È stata un’altra delle tante bombe a orologeria messe dal mio predecessore che ha punteggiato il percorso del nostro governo. Io non l’avrei messo». Più in generale, il presidente del Consiglio ammette che la pressione fiscale deve diminuire: «I governi succeduti in questi anni l’hanno aumentata troppo». Poi esclude ricette troppo drastiche: «Assolutamente non penso ad un’imposta patrimoniale».

Sul futuro: «Stampella di nessuno, pungolo per tutti»

Il Professore evita invece di sbilanciarsi sull’assetto post elezioni, anche nel caso il suo voto fosse determinante per far nascere un governo a guida Pd: «Noi non siamo la stampella di nessuno, come ha detto con disinvolta ineleganza il presidente Berlusconi. Noi vogliamo essere il pungolo per tutti e non ci schieriamo a favore di questo o di quell’altro. Noi ci schieriamo a favore di certe idee. Vediamo cosa ha da dire Bersani circa il modo di aprire l’economia e la società italiana». Non manca un auto-elogio, riferito al ruolo di governo diretto del Professore sia in Italia che in Europa: «Il sottoscritto si trova in una situazione curiosa perché non ha mai fatto parte di un partito ma é l’italiano che ha governato di più, 10 anni in Europa e un anno in Italia nella situazione più difficile».

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